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L’integrazione virtuosa di Design & Build

iliad
12/7/2022
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Lo spazio informale di 400 metri quadrati che amplia gli uffici iliad in via Restelli a Milano è un virtuoso esempio di progetto chiavi in mano sviluppato dal Gruppo Lombardini22. Metodo già utilizzato in ambito data center, con il Design & Build convergono i servizi di progettazione e costruzione appaltati a un unico soggetto, che ne beneficia dal punto di vista di tempi, costi e rischi. Ne abbiamo parlato con i tre principali artefici del progetto del team di Project e Construction Management: Andrea Proverbio, Gabriela Lupascu e Daria Ribera.

Cosa significa Design & Build?

Andrea Proverbio: L’approccio tradizionale per i progetti di costruzione consiste nella nomina di un progettista da una parte e di un appaltatore dall’altra. La via dell’appalto il Design & Build modifica la sequenza tradizionale dei lavori e risponde ai desideri del cliente di avere un unico punto di responsabilità, in modo da ridurre i rischi e i costi complessivi.
Il Design & Build è un approccio integrato alla gestione del progetto apprezzato perché semplifica le procedure e dà maggiori garanzie sul rispetto di tempi e budget definiti dal cliente, tra l’altro sgravato da compiti di coordinamento.

Ma che differenza c’è con il contract?

Andrea Proverbio
Andrea Proverbio: In effetti, può sembrare un sinonimo di contract perché offre soluzioni “chiavi in mano”, ma i servizi offerti sono più ampi. D&B segue l’intero processo in tutte le fasi del progetto dal briefing iniziale per anticipare e capire le esigenze del cliente rispetto al progetto.
Nei servizi offerti sono inclusi il project management, la contrattualistica con i fornitori, la costruzione, l’interior design, lo space planning e l’arredamento; possiamo occuparci anche di logistica, di pianificare il trasferimento dell’azienda e della manutenzione o riorganizzazione degli spazi anche dopo la fine del progetto e della fornitura. Gestisce inoltre le pratiche amministrative e burocratiche. Questo vale per qualunque settore, dimensione o natura del progetto.

Quali sono i vantaggi di questo modo di lavorare?

Andrea Proverbio: I vantaggi sono molti; innanzi tutto il fatto che le diverse professionalità lavorino in team e in stretto rapporto anche di vicinanza, evita tempi i morti per le approvazioni e l’attribuzione delle diverse responsabilità. Anche i rapporti con i fornitori sono semplificati avendo contratti standard predisposti che evitano ritardi e i costi per spese legali. Altro importante vantaggio per il cliente è quello di avere un unico interlocutore e quindi anche una gestione interna molto più snella. Ma sono soprattutto il risparmio di tempo del 20% rispetto a un progetto “tradizionale” e l’assoluta garanzia del rispetto di tempi e budget a decretare il successo del D&B.
Gabriela Lupascu
Gabriela Lupascu: Il principale vantaggio è il controllo completo delle diverse attività, potendo garantire il controllo delle tempistiche e della qualità finale.
D&B parte dall’analisi preliminare per arrivare alla realizzazione, includendo non solo il progetto architettonico ed edile, ma anche l’ingegneria (elettrica, meccanica, dati) fino all’acquisto dei materiali, il subappalto agli installatori, l’allestimento degli arredi e il fit out completo. Ciò implica, naturalmente, maggiori responsabilità sotto ogni aspetto. Oltre a coordinare tutte le figure impegnate nel progetto e in cantiere. In Lombardini22 ci sono state in precedenza esperienze di integrazione di Design & Build, in particolare nei data center.
Andrea Proverbio: Esatto, si tratta infatti di un modello che funziona bene in ambiti mission critical come i data center e nei settori produttivo, logistica e ospedaliero: luoghi con una lunga fase di collaudo (commissioning) che richiedono competenze altamente specifiche. Si tratta di una tipica modalità anglosassone che permette di guidare la progettazione e tutto il processo in modo consapevole attraverso i servizi di project management, construction management, direzioni lavori e coordinamento di progettazione.

Come hai vissuto la tua prima esperienza di Design & Build?

Daria Ribera
Daria Ribera: Per il progetto si è creato un vero dream team all’interno di Lombardini22: nella fase di design abbiamo collaborato con persone molto collaborative ed entusiaste come Viola Dressino, Giada Cella e Giovanna Reggiori di DEGW, Antonio Fontanella per gli impianti elettrici e Stefano Rescigno per la parte meccanica.
All’interazione felice con i colleghi si è aggiunto il rapporto fortunato con il cliente: estremamente aperto al dialogo, interessato alle nostre proposte, non si è mai imposto con le proprie scelte. Si è fatto condurre con mano sia in fase di progetto sia in cantiere. Per un progettista – e in questo caso un’impresa – sapere di poter contare sulla fiducia del cliente è un fattore determinante. In questo caso, poi si sono aggiunti gli scambi con la proprietà dell’immobile, in quanto Iliad è in affitto.
Gabriela Lupascu: È stata una bella sfida e un progetto stimolante dover organizzare settimanalmente attività, monitorare che venissero seguite, eventuali piccole modifiche da fare, dettagli costruttivi, confronto con fornitori, anticipare tutte fasi, anche quelle più critiche. Noi eravamo sempre presenti in cantiere per spiegare e coordinare il lavoro.

Parlateci del cantiere.

Daria Ribera: Utilizzato per minimizzare i rischi per il committente del progetto e per ridurre i tempi di consegna integrando alcuni aspetti della fase di progettazione e di quella costruttiva, il Design & Build è strategico – e molto interessante come progettisti – perché si è attivamente coinvolti dal concept alla conclusione del cantiere.
In particolare il cantiere, iniziato a fine gennaio, si è concluso ad aprile, in anticipo sui tempi concordati. Per il rispetto della tempistica e per la qualità complessiva del progetto ha aiutato molto mantenere coinvolto il cliente.
Gabriela Lupascu: È stato un progetto coinvolgente in tutti i suoi aspetti. Io in particolare mi sono occupata del contatto, della contrattazione e della relazione con i fornitori – arredi custom, di design, parete vetrate, tessuti e materiali – e dei subappaltatori. In questo tipo di lavoro c’è una componente significativa di gestione amministrativa, oltre che di gestione e coordinamento e di definizione del cronoprogramma, dapprima di massima, poi settimanale e giornaliero.

Dalle vostre parole deduco che sia stato un progetto felice! Ma se dovessi segnalare una nota negativa?

Gabriela Lupascu: Il mio dispiacere è che sia finito! L’alternanza tra cantiere e scrivania era ideale. Questo lavoro mi ha permesso di vivere più intensamente e con maggior concretezza il progetto.
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July 12, 2022
Redazionale
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In questi tempi bisogna aver coraggio per andare avanti, perché siamo solo all'inizio. E l'allegria è il modo in cui lo facciamo.