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Lombardini22 e la progettazione sociale
19/7/2022
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Nel 2022 Lombardini22 è entrata con una piccola quota societaria in è.one abitarègenerativo, realtà che si occupa di sviluppo, promozione, costruzione e accompagnamento di forme e luoghi dell’abitare generativo, restituendo senso e significato a ciò che è stato “scartato” attraverso la gestione di progetti di recupero, ristrutturazione e rigenerazione.

È.one abitarègenerativo nasce nel 2018 per portare avanti una visione dell’abitare fondata sull’integrazione e la solidarietà, dove la dimensione esistenziale della casa, intimità confortevole e sostenibile, trova il suo compimento nella presenza di spazi e tempi per il lavoro, la cura, l’educazione, la cultura.

Al centro, la persona, fonte di un valore generativo inestimabile.

Ne parliamo con Juri Franzosi, il nostro Direttore Generale.

Com’è nata l’idea di associarsi a è.one abitarègenerativo?

Ci siamo avvicinati a questa realtà per due ragioni: la prima è che ci siamo resi conto che nel nostro settore c’è una specializzazione che è quella della progettazione sociale, che in Lombardini22 non esiste. Questa ci aiuta a completare, sia dal punto di vista del briefing che da quello metodologico, il nostro approccio allo sviluppo delle persone e dei territori così come è espresso nel purpose di Lombardini22. Essere soci di è.one abitare generativo per noi significa anche, per la prima volta, capire in modo diretto le sfide degli operatori.

È un allargamento dell’offerta che vogliamo mettere a disposizione dei nostri potenziali clienti e committenti da qui per il futuro.

C’è un tema di crescita delle competenze da una parte, un tema di crescita dal punto di vista aziendale, ancora una volta arricchendo la rete di persone che collaborano con Lombardini22 e con le quali noi collaboriamo, la nostra comunità.

La prossimità con la progettazione sociale, e quindi la possibilità di essere coinvolti nella realizzazione di operazioni immobiliari specifiche, come incide sull’approccio di Lombardini22?

Diversamente da quello che succedeva in passato, è sempre più necessario, nel momento in cui andiamo a leggere il mercato e i bisogni delle persone, anche la capacità di interpretare le dinamiche sociali. Ci immaginiamo che nel corso del tempo la collaborazione con è.one abitare generativo ci aiuti a completare le nostre competenze e a contaminare positivamente chi fa progettazione, come è successo in passato con altre specializzazioni che sono entrate a far parte nell’ambito di Lombardini22 e sono state integrate nel nostro sistema.

Quali sono le principali differenze tra le dinamiche della filiera della progettazione sociale rispetto agli altri settori?

Partiamo dal presupposto che il sistema delle competenze del Real Estate si comporta in maniera diversa da quello che succede in altri settori industriali. Nel mondo delle costruzioni ognuno sta nel proprio campo e spesso tutti questi parti non si concepiscono in maniera collaborativa ma competitiva. Rispetto alla committenza, al cliente finale, ci sono come dei sistemi di pesi e contrappesi all’interno della filiera per cui ognuno controlla quello che fa l’altro. In un sistema industriale classico invece tutte le parti lavorano orientate al medesimo obiettivo e sono sedute dallo stesso lato del tavolo. È quello che succede nella progettazione sociale, e che anche noi vorremmo provare a dimostrare: che si può essere seduti dalla stessa parte del tavolo anche con lo sviluppatore.

Un approccio che si avvicina molto al tema del purpose di Lombardini22, come accennavi prima, ovvero lo sviluppo delle persone e dei territori.

Ci sono dei grandi passi da fare dal punto di vista del masterplanning, della trasformazione di pezzi di città.

Una dinamica che si vede fin da ora e che sarà ancora più evidente nei prossimi anni è la capacità (e la necessità) di ragionare sempre meno sui singoli edifici e sempre di più sulla città.

Sui quartieri, sui legami tra loro, su quale finalità hanno alcune zone omogenee che a volte corrispondono ai quartieri storici. Brani di città che a volte hanno un forte legame anche con la storia geografica dei luoghi e altre volte no, perché hanno subìto talmente tante trasformazioni nel corso di questi ultimi anni che si sono completamente riconfigurati. La conversione per esempio delle infrastrutture, il cambio d’uso di determinate zone o l’effetto della gentrificazione:

esistono una serie di dinamiche di trasformazione della città che spingono sempre di più a una riflessione più ampia rispetto alla destinazione di determinati pezzi di città, da qui al futuro.

Non con un approccio da regista, di deciderlo a tavolino secondo una strategia pianificata, ma attraverso una dinamica di ascolto di quello che sta già succedendo, per interpretare i bisogni che stanno emergendo e le dinamiche di trasformazione che ne conseguono. È interessante che si formi un gruppo con queste competenze all’interno di Lombardini22, per la storia che abbiamo e per migliorare la nostra capacità di lettura della realtà.
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July 19, 2022
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In questi tempi bisogna aver coraggio per andare avanti, perché siamo solo all'inizio. E l'allegria è il modo in cui lo facciamo.