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Come un film

Prospettiva centrale e simmetria
14/9/2022
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Quadri, disegni, illustrazioni, ma anche grafiche, fotografie e video indossano abiti diversi a seconda del ruolo che assumono. Li ritroviamo in giro per la città, sui giornali, nei mezzi pubblici, in casa o nei musei. Sono immagini che rivelano l'essenza dell'autore e desiderano raccontarsi attraverso le diverse sfumature.

Il processo creativo è uno degli aspetti più interessanti che le riguardano; si parte da un'idea che prende forma nel corso della sua elaborazione fino ad arrivare all'immagine finale. La sostanza delle immagini è meglio definita dallo stile che ne esprime l'identità e si racconta grazie ad un sistema di regole compositive che aiutano ad indirizzare lo sguardo e a facilitarne la comprensione.

Prospettiva e simmetria vengono utilizzate costantemente nel mondo del cinema e dell'architettura perché si prestano perfettamente alla descrizione lineare di uno spazio geometrico.

The Shining, Stanley Kubrick, 1980.

Il frame a sinistra è preso dal film Shining di Stanley Kubrick e rispecchia correttamente questo concetto. E' una delle immagini più conosciute nella storia del cinema, proprio perché introduce una nuova forma, un modo diverso di raccontare un film attraverso le regole dello spazio.

Kubrick nasce fotografo e diventa regista, trasferisce il suo sapere fotografico all'interno del mondo cinematografico e permette l'esaltazione delle emozioni grazie ad un uso maniacale della prospettiva, spesso centrale, che ritroviamo in molti dei suoi film.

L'immagine è organizzata secondo una prospettiva centrale ed un accurato uso della simmetria.

Le porte e i muri verticali si collocano nella scena in modo quasi speculare per non distogliere l'attenzione, tutte le linee all'interno hanno lo scopo di indicarci il percorso che deve seguire lo sguardo senza distrazioni, come se l'unica via percorribile fosse quella imposta dal tappeto in direzione delle due gemelle alla fine della stanza.

The Grand Budapest Hotel, Wes Anderson, 2014

Registi come Kubrick, Anderson, Innarritu, Sorrentino e molti altri curano meticolosamente la fotografia delle scene secondo regole compositive, in particolare prospettiva e simmetria, per enfatizzare la carica emotiva all'interno dei propri film.

Nel frame del film Gran Budapest Hotel di Wes Anderson a destra, la prospettiva centrale accompagna lo sguardo verso il focus dell'immagine, l'uso della simmetria ci sottolinea che siamo all'interno di una scena che presenta due lati speculari tra loro. L'utilizzo di queste due regole permette una lettura equilibrata dell'immagine; l'occhio dell'osservatore è quasi sempre attratto dal centro dell'immagine e l'intero film si presta perfettamente all'uso delle regole citate; spazio, geometria e architettura fanno da sfondo alle diverse vicende che si susseguono e restano dei punti di riferimento per l'osservatore.

Lo studio compositivo di una scena è un processo indispensabile per ottenere un'immagine raffinata. Un'accurata e dettagliata ricerca consente di esaltare il contenuto visivo e di creare un equilibrio, che rende l'immagine memorabile. Queste regole non servono solo a creare armonia e a guidare lo sguardo, ma anche a suscitare determinate emozioni nell'osservatore.

In base a quanto detto prima le regole compositive che abbiamo ritrovato nella scenografia e nello spazio di ambienti interni, trovano la loro applicazione ideale anche degli ambienti esterni antropici.

La continua ricerca di elementi ritmici consente all'essere umano - talvolta - di organizzare lo spazio artificiale in modo razionale, permettendo all'occhio di orientarsi correttamente. Questo concetto è stato assorbito dall'architettura con lo scopo di restituirci delle visioni armoniche.

L'opera architettonica, infatti, prima della sua realizzazione, passa dalla geometria descrittiva per la definizione degli spazi, che possono esser rappresentati poi da disegni o da render che permettono una visione completa dello scenario che rappresentano.

Anche noi del team DDLAB, facciamo uso di queste regole nella creazione di immagini che rappresentano lo spazio architettonico.

Grazie a strumenti adatti allo scopo, il progetto architettonico viene riassunto in un'unica immagine che permette di visualizzarne forma, contesto e contenuto in tutta la sua essenza prima ancora della sua realizzazione.

Il programma 3d ci permette di dare corpo al progetto, ma sono la luce e la fotocamera virtuale che assumono un ruolo chiave per la resa finale, contribuendo all'emersione dei volumi, alla restituzione di un'immagine equilibrata e all'attribuzione di carattere e personalità all'intera immagine.

Sul lato sinistro si può visualizzare il lavoro di modellazione e lo studio compositivo che ha permesso di arrivare alla definizione finale che trovate in fondo all'articolo.

A differenza delle immagini che abbiamo visto prima, oltre ad essere frutto di un lavoro digitale, notiamo che l'ambientazione avviene in un luogo esterno.

Nonostante tutto, le medesime regole analizzate nel cinema possono essere usate efficacemente in diverse altre declinazioni come nel campo architettonico o qualsivoglia altro ambito che includa la progettazione geometrica di uno spazio.

Come avviene per le immagini precedenti, la simmetria ci permette di cogliere le somiglianze tra i due lati, la prospettiva centrale ci permette di scandire lo spazio in modo ritmico accompagnandoci man mano al centro della scena e svelandoci l'intera facciata dell'edificio.

Se cogliamo i suggerimenti ed i segnali che le immagini ci trasmettono, questi ci accompagneranno ad individuare i punti principali dell'intera visione, percepibili grazie alle giuste conoscenze.

Le  immagini  desiderano comunicare con noi, a volte lo fanno in modo chiaro, altre ci sussurrano semplicemente qualcosa, dobbiamo solo avvicinarci e farci raccontare la loro storia.

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Fabio Lupo

Architetto appassionato di arte e cinema, in Lombardini22 mi occupo soprattutto di render e di tutto ciò che è legato al mondo del 3dartist. Mi piace scovare dettagli insoliti o particolari all’interno di un’immagine

September 14, 2022
Addirittura
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September 14, 2022

Come un film

Quadri, disegni, illustrazioni, ma anche grafiche, fotografie e video indossano abiti diversi a seconda del ruolo che assumono. Li ritroviamo in giro per la città, sui giornali, nei mezzi pubblici, in casa o nei musei. Sono immagini che rivelano l'essenza dell'autore e desiderano raccontarsi attraverso le diverse sfumature.

Il processo creativo è uno degli aspetti più interessanti che le riguardano; si parte da un'idea che prende forma nel corso della sua elaborazione fino ad arrivare all'immagine finale. La sostanza delle immagini è meglio definita dallo stile che ne esprime l'identità e si racconta grazie ad un sistema di regole compositive che aiutano ad indirizzare lo sguardo e a facilitarne la comprensione.

Prospettiva e simmetria vengono utilizzate costantemente nel mondo del cinema e dell'architettura perché si prestano perfettamente alla descrizione lineare di uno spazio geometrico.

The Shining, Stanley Kubrick, 1980.

Il frame a sinistra è preso dal film Shining di Stanley Kubrick e rispecchia correttamente questo concetto. E' una delle immagini più conosciute nella storia del cinema, proprio perché introduce una nuova forma, un modo diverso di raccontare un film attraverso le regole dello spazio.

Kubrick nasce fotografo e diventa regista, trasferisce il suo sapere fotografico all'interno del mondo cinematografico e permette l'esaltazione delle emozioni grazie ad un uso maniacale della prospettiva, spesso centrale, che ritroviamo in molti dei suoi film.

L'immagine è organizzata secondo una prospettiva centrale ed un accurato uso della simmetria.

Le porte e i muri verticali si collocano nella scena in modo quasi speculare per non distogliere l'attenzione, tutte le linee all'interno hanno lo scopo di indicarci il percorso che deve seguire lo sguardo senza distrazioni, come se l'unica via percorribile fosse quella imposta dal tappeto in direzione delle due gemelle alla fine della stanza.

The Grand Budapest Hotel, Wes Anderson, 2014

Registi come Kubrick, Anderson, Innarritu, Sorrentino e molti altri curano meticolosamente la fotografia delle scene secondo regole compositive, in particolare prospettiva e simmetria, per enfatizzare la carica emotiva all'interno dei propri film.

Nel frame del film Gran Budapest Hotel di Wes Anderson a destra, la prospettiva centrale accompagna lo sguardo verso il focus dell'immagine, l'uso della simmetria ci sottolinea che siamo all'interno di una scena che presenta due lati speculari tra loro. L'utilizzo di queste due regole permette una lettura equilibrata dell'immagine; l'occhio dell'osservatore è quasi sempre attratto dal centro dell'immagine e l'intero film si presta perfettamente all'uso delle regole citate; spazio, geometria e architettura fanno da sfondo alle diverse vicende che si susseguono e restano dei punti di riferimento per l'osservatore.

Lo studio compositivo di una scena è un processo indispensabile per ottenere un'immagine raffinata. Un'accurata e dettagliata ricerca consente di esaltare il contenuto visivo e di creare un equilibrio, che rende l'immagine memorabile. Queste regole non servono solo a creare armonia e a guidare lo sguardo, ma anche a suscitare determinate emozioni nell'osservatore.

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September 14, 2022
Addirittura
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In questi tempi bisogna aver coraggio per andare avanti, perché siamo solo all'inizio. E l'allegria è il modo in cui lo facciamo.