Oltre i consumi
Data Centers of the future are here

Quando mandiamo una mail o paghiamo con carta di credito, i dati che condividiamo vengono archiviati e protetti da grandi server racchiusi dentro dei data center. Questi computer consentono le operazioni più semplici della nostra vita quotidiana, ma fanno di più. Negli ospedali, ad esempio, forniscono l'infrastruttura tecnologica e la potenza di calcolo necessarie per gestire i sistemi informativi e supportare l'analisi dei dati per le decisioni cliniche in tempo reale. Nelle banche, invece, permettono di proteggere i dati sensibili e consentono l’operatività dei servizi digitali, come app o siti web.
I data center sono quindi strutture a cui vengono richiesti sempre maggiore efficienza e capacità elaborativa e sempre meno rischi di interruzione operativa, proprio perché essenziali: per questo motivo ci stiamo impegnando a favorirne un’evoluzione consapevole, spingendo la filiera e i decision-maker verso modelli progettuali che prediligono scelte più sostenibili.
Da anni sosteniamo soluzioni che prevedono la riqualificazione di aree dismesse e la minimizzazione dei consumi. Inoltre crediamo fondamentale dialogare con le comunità, raccontare le opportunità che i data center attivano sul territorio e fare chiarezza sui reali impatti.

Orientare la crescita
Al Data Center Nation Milan 2026, l’evento che discute le trasformazioni del mondo delle infrastrutture digitali, noi di Lombardini22 siamo intervenuti in diversi panel con Roberto Cereda, Partner&Founder, Paride Falcetti, Project Manager, Federica Quartieri, Managing Director, Engineering and Technical Strategy, e Alberto Caccia, Managing Director, Project and Construction Solution, per condividere con gli stakeholder presenti la nostra visione che da sempre portiamo avanti e tradurla insieme in strategie concrete.
All’ordine del giorno dell’evento ci sono stati tutti i temi di maggiore attualità, dalle implicazioni dell’intelligenza artificiale sulle nuove costruzioni ai confronti con i mercati esteri, ma i più discussi sono stati quelli che oggi si rivelano più critici, ossia il territorio e l’energia. Due risorse preziose e allo stesso tempo limitate, di cui i data center notoriamente usufruiscono.
Oggi il mercato mette in atto strategie sempre più consapevoli, che mirano a minimizzare i consumi, migliorare l’autonomia e restituire alle città e ai loro abitanti benefici, proprio in termini energetici e territoriali. La strada è ancora lunga, ma le tecnologie e le competenze per poterla percorrere, crescono molto velocemente, proprio come il mercato.
Rigenerare terreni inattivi
Se ideati in modo strategico, i data center possono essere attivatori di rigenerazione territoriale, riqualificando aree dismesse e realizzando opere pubbliche nei quartieri limitrofi. La legge nr. 150 recentemente approvata dalla Regione Lombardia, che regolamenta l’apertura di nuovi hub, indirizza la localizzazione proprio verso siti brownfield. In questo modo si tutelano i terreni non ancora edificati, ma si dà la possibilità di trasformare aree difficilmente riattivabili.
Quella dei data center è una delle poche filiere che dispone delle competenze e delle risorse economiche sufficienti per occuparsi di indagini ambientali, bonifiche, demolizioni, adeguamenti, messa in sicurezza, iter autorizzativi complessi e coordinamento istituzionale – operazioni che implicano tempi lunghi e costi ingenti, nonché rischi frequenti e grosse responsabilità.
A questi interventi si affiancano spesso opere compensative e iniziative a beneficio della collettività. È il caso del data center in costruzione a Segrate, nell'area dell'ex CISE, un complesso industriale abbandonato da oltre vent'anni. Nell'ambito dell'operazione è stato ceduto al Comune il Golfo Agricolo, un'area di circa 70 ettari destinata a uso pubblico e destinata a diventare uno dei più rilevanti interventi di acquisizione territoriale realizzati negli ultimi anni nella provincia di Milano.
Ripensare l’energia
Se da un lato gli equilibri geopolitici che stanno mutando rendono l’energia un bene sempre più prezioso, dall’altro gli sviluppi dell’AI richiedono infrastrutture sempre più flessibili e capaci di supportare carichi energetici elevati. Il futuro dei data center mira quindi ad alleggerire le richieste di allacciamento all’alta tensione e a forme di produzione on-site di energia, che li rendano più autonomi da questo punto di vista. Il modello degli hub digitali sta già evolvendo verso piattaforme energetiche integrate, alimentate da fonti di energia rinnovabile in loco e sistemi off-grid.
Per comprendere il loro impatto complessivo, tuttavia, è necessario considerare non soltanto l'energia che consumano, ma anche quella che consentono di risparmiare.
Secondo l'International Energy Agency (IEA), in uno scenario caratterizzato da un'ampia diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale già disponibili, i benefici in termini di efficienza energetica potrebbero superare significativamente i costi associati alle infrastrutture digitali che le rendono possibili. Entro il 2035, l'Agenzia stima circa 300 TWh di risparmio elettrico negli edifici, una riduzione dell'8% dei consumi nelle industrie leggere e una diminuzione complessiva delle emissioni fino a 1.400 milioni di tonnellate di CO₂. Numeri che, se confermati, rappresenterebbero un impatto positivo da tre a quattro volte superiore rispetto alle emissioni attribuite ai data center negli scenari di riferimento.
In altre parole, i data center consumano energia, ma possono abilitare risparmi ed efficienze sistemiche che, se effettivamente realizzate su larga scala, superano di molto il loro impatto diretto.

Progettare l’impatto
La crescita dei data center è spesso raccontata attraverso numeri, consumi e megawatt. Ma la vera sfida oggi riguarda il modo in cui verranno progettati, integrati e gestiti nei territori. Rigenerazione urbana, produzione energetica locale, efficienza operativa e dialogo con le comunità sono oggi le leve che possono trasformare queste infrastrutture da semplici contenitori tecnologici a motori di sviluppo sostenibile.
Perché il futuro digitale non dipenderà soltanto dalla capacità di elaborare più dati, ma dalla capacità di farlo generando valore per l'ambiente, per le città e per le persone.
DI OGNUNO
Dal progetto DI OGNUNO (scopri di più sulla Reception di Ognuno), nato da un’iniziativa di HospitalityRiva in collaborazione con Lombardini22 con Village for all - V4A® Ospitalità Accessibile, nasce un documento digitale che accompagna in un viaggio nel mondo dell’ospitalità accessibile e della progettazione universale nel settore dell’accoglienza, alla ricerca di risposte e soluzioni per la creazione di spazi e servizi che rispondano alle esigenze DI OGNUNO.
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