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Tulou

L’attualità della tradizione
21/6/2022
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L’ispirazione arriva da lontano.

Smart living per noi significa abitare in un contesto polifunzionale, permeabile e innovativo dove coltivare relazioni, scambi e collaborazione.

L22 Living ha ideato un progetto di ristrutturazione, re-layout e cambio di destinazione d’uso di un immobile precedentemente adibito a magazzini e uffici in viale Monza 253 a Milano in RTA – residenza turistico alberghiera. In particolare, attraverso lo studio di due diversi scenari, si sono progettati cluster composti da un mix di tre diverse camere (14, 20 e 28 mq) per un totale di 80 stanze. Inoltre il 15% della superficie lorda è stata riservata ad aree comuni per tutti i fruitori del building.

Lo smart living è per Lombardini22 un nuovo modo di intendere il proprio rapporto con la comunità, con la città e con la propria abitazione. E così Tulou significa abitare un contesto polifunzionale, permeabile e innovativo in cui scambio, collaborazione e condivisione sono al primo posto. L’architettura diventa il contenitore di un percorso esperienziale fatto di spazi di relazione che ogni persona attraversa e vive dall’ingresso fino alla propria stanza privata.

Tulou, il nome scelto per il progetto, rievoca le case-fortezza collettive costruite oltre dieci secoli fa nella Cina meridionale dal popolo Hakka, un gruppo di contadini di etnia Han. Ancora oggi i mini-villaggi, capaci di contenere circa 80 famiglie per una capienza massima di 600 persone, ospitano i nuclei familiari in unità abitative uguali senza alcuna distinzione di rango, aumentando quindi il senso di comunità.

La conformazione interna che predilige le interazioni sociali si concretizza in un’architettura ermetica verso l’esterno: due involucri che raccontano due storie.

Nel 2008 l’antica abitazione contadina collettiva è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Per L22 Living rappresenta una suggestiva fonte di ispirazione. Primo esempio di co-housing, il tulou è un modello di efficienza e funzionalità ancora oggi, a distanza di secoli dalla sua costruzione.

Ermetiche verso l’esterno presentano una conformazione interna che predilige le interazioni sociali. Questo binomio viene ripreso e trasformato per il trattamento delle facciate di Tulou.

Alla facciata est esistente è aggiunto un nuovo strato alla facciata, una pelle di alluminio ondulato che richiama l’attenzione e intensifica la presenza dell’edificio nel suo contesto. Questo guscio ventilato è dotato di un sistema di aperture perforate regolabili che possono essere piegate per determinare un carattere aperto o chiuso della facciata.

L’ermeticità della facciata su viale Monza viene quindi proposta come filtro tra lo spazio protetto della comunità e quello pubblico della città. Al contrario il trattamento della facciata interna costituisce un’operazione di apertura verso il cortile, centro della vita della community, attraverso vetrate, balconi, presenza del verde e materiali caldi che definiscono un ambiente accogliente.

Due soluzioni progettuali

L22 Living ha immaginato due diverse opzioni.
Nello scenario A l’intervento si basa sul mantenimento dell’asset esistente dell’immobile. Si introducono 11 cluster composti da 5-10 camere per un totale di 80 camere (80 persone). Concepire l’edificio come una sequenza di percorsi esperienziali porta, come prima azione, allo spostamento dell’ingresso in una posizione strategica in modo da coinvolgere da subito le persone nella community. L’accesso, attraverso il cortile, avviene tramite il piano seminterrato. Il cortile viene infatti in parte abbassato alla quota del seminterrato per permettere una continuità visiva e funzionale con l’ambiente interno.
Gli spazi comuni sono ancore progettuali inglobando ingresso e collegamenti verticali di distribuzione concepiti come occasioni di incontro e scambio.

Il susseguirsi di spazi comuni al piano di ingresso (la cucina professionale, lo spazio di coworking/lounge, la lavanderia, la palestra, la spa/sauna, le sale per lo yoga, la meditazione, la musica) lo rende cuore pulsante della vita della community e si concretizza in uno unico spazio trasversale e accessibile, con l’utilizzo di pareti mobili.

Lo spazio del cluster introduce a una realtà più ristretta composta da uno spazio comune con cucina soggiorno e lo spazio privato delle camere.

Seppur ridotto, per incentivare l’utilizzo degli spazi comuni del building, lo spazio del cluster è concepito come un unico ambiente che si dilata in alcuni punti, definendo l’ambiente cucina e quello più lounge del salotto, e si riduce in altri diventando corridoio di accesso alle camere. Anche in questo caso, l’elemento del corridoio viene concepito come uno spazio accogliente che ospita una libreria o un piccolo allargamento con una poltroncina.

Le camere sono studiate in modo che si crei un doppio ambiente: uno spazio ‘filtro’ formato dal bagno e da un armadio (o angolo cottura per i cluster più grandi) e uno più intimo con il letto. Sia le camere da 20 che da 28 mq posso avere l’opzione di un piccolo angolo cottura interno.

La massimizzazione di superficie lorda nello scenario B permette di modificare la sagoma dell’edificio alzando di un piano nel blocco rettangolare esistente scavando un vuoto centrale che diventa nucleo pulsante e che dà la superficie in più per quel piano.

Come per lo scenario A, l’intervento di spostamento dell’ingresso e di abbassamento del cortile mira a definire una continuità funzionale e visiva con il piano seminterrato facendolo diventare un’estensione dello spazio comune interno e diventando un fulcro essenziale della vita della community. La trasversalità di percorsi e l’accessibilità agli spazi comuni e privati diventano il principio fondante di questo scenario. La copertura a falde viene demolita e viene aggiunto un piano comprensivo di un cluster, uno spazio comune come libreria e bar e una terrazza comune. Il nuovo volume al terzo piano e la sagoma del piano secondo sono stati arretrati creando dei ballatoi di circolazione comune che aumentano la qualità dello spazio. L’ombreggiamento della facciata sud al secondo piano è garantito da un pergolato in listelli metallici che ospitano del verde rampicante.

Con l’aggiunta di scale esterne si crea un percorso che mette in collegamento diretto i vari giardini pensili dal livello rialzato all’ultimo piano.

All’interno dell’immobile viene introdotto un nuovo collegamento verticale attorno al quale si sviluppano gli spazi comuni dei piani. La continuità si riflette anche nei cluster, concepiti come degli spazi attraversabili. Il confine tra un cluster e l’altro è definito da una porta che collega gli ambienti comuni aumentando la possibilità di incontri casuali che sono fondamentali affinché ogni persona si senta parte della comunità.

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June 21, 2022
Progetti
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June 21, 2022

Tulou

L’ispirazione arriva da lontano.

Smart living per noi significa abitare in un contesto polifunzionale, permeabile e innovativo dove coltivare relazioni, scambi e collaborazione.

L22 Living ha ideato un progetto di ristrutturazione, re-layout e cambio di destinazione d’uso di un immobile precedentemente adibito a magazzini e uffici in viale Monza 253 a Milano in RTA – residenza turistico alberghiera. In particolare, attraverso lo studio di due diversi scenari, si sono progettati cluster composti da un mix di tre diverse camere (14, 20 e 28 mq) per un totale di 80 stanze. Inoltre il 15% della superficie lorda è stata riservata ad aree comuni per tutti i fruitori del building.

Lo smart living è per Lombardini22 un nuovo modo di intendere il proprio rapporto con la comunità, con la città e con la propria abitazione. E così Tulou significa abitare un contesto polifunzionale, permeabile e innovativo in cui scambio, collaborazione e condivisione sono al primo posto. L’architettura diventa il contenitore di un percorso esperienziale fatto di spazi di relazione che ogni persona attraversa e vive dall’ingresso fino alla propria stanza privata.

Tulou, il nome scelto per il progetto, rievoca le case-fortezza collettive costruite oltre dieci secoli fa nella Cina meridionale dal popolo Hakka, un gruppo di contadini di etnia Han. Ancora oggi i mini-villaggi, capaci di contenere circa 80 famiglie per una capienza massima di 600 persone, ospitano i nuclei familiari in unità abitative uguali senza alcuna distinzione di rango, aumentando quindi il senso di comunità.

La conformazione interna che predilige le interazioni sociali si concretizza in un’architettura ermetica verso l’esterno: due involucri che raccontano due storie.

Nel 2008 l’antica abitazione contadina collettiva è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Per L22 Living rappresenta una suggestiva fonte di ispirazione. Primo esempio di co-housing, il tulou è un modello di efficienza e funzionalità ancora oggi, a distanza di secoli dalla sua costruzione.

Ermetiche verso l’esterno presentano una conformazione interna che predilige le interazioni sociali. Questo binomio viene ripreso e trasformato per il trattamento delle facciate di Tulou.

Alla facciata est esistente è aggiunto un nuovo strato alla facciata, una pelle di alluminio ondulato che richiama l’attenzione e intensifica la presenza dell’edificio nel suo contesto. Questo guscio ventilato è dotato di un sistema di aperture perforate regolabili che possono essere piegate per determinare un carattere aperto o chiuso della facciata.

L’ermeticità della facciata su viale Monza viene quindi proposta come filtro tra lo spazio protetto della comunità e quello pubblico della città. Al contrario il trattamento della facciata interna costituisce un’operazione di apertura verso il cortile, centro della vita della community, attraverso vetrate, balconi, presenza del verde e materiali caldi che definiscono un ambiente accogliente.

Due soluzioni progettuali

L22 Living ha immaginato due diverse opzioni.
Nello scenario A l’intervento si basa sul mantenimento dell’asset esistente dell’immobile. Si introducono 11 cluster composti da 5-10 camere per un totale di 80 camere (80 persone). Concepire l’edificio come una sequenza di percorsi esperienziali porta, come prima azione, allo spostamento dell’ingresso in una posizione strategica in modo da coinvolgere da subito le persone nella community. L’accesso, attraverso il cortile, avviene tramite il piano seminterrato. Il cortile viene infatti in parte abbassato alla quota del seminterrato per permettere una continuità visiva e funzionale con l’ambiente interno.
Gli spazi comuni sono ancore progettuali inglobando ingresso e collegamenti verticali di distribuzione concepiti come occasioni di incontro e scambio.

Il susseguirsi di spazi comuni al piano di ingresso (la cucina professionale, lo spazio di coworking/lounge, la lavanderia, la palestra, la spa/sauna, le sale per lo yoga, la meditazione, la musica) lo rende cuore pulsante della vita della community e si concretizza in uno unico spazio trasversale e accessibile, con l’utilizzo di pareti mobili.

Lo spazio del cluster introduce a una realtà più ristretta composta da uno spazio comune con cucina soggiorno e lo spazio privato delle camere.

Seppur ridotto, per incentivare l’utilizzo degli spazi comuni del building, lo spazio del cluster è concepito come un unico ambiente che si dilata in alcuni punti, definendo l’ambiente cucina e quello più lounge del salotto, e si riduce in altri diventando corridoio di accesso alle camere. Anche in questo caso, l’elemento del corridoio viene concepito come uno spazio accogliente che ospita una libreria o un piccolo allargamento con una poltroncina.

Le camere sono studiate in modo che si crei un doppio ambiente: uno spazio ‘filtro’ formato dal bagno e da un armadio (o angolo cottura per i cluster più grandi) e uno più intimo con il letto. Sia le camere da 20 che da 28 mq posso avere l’opzione di un piccolo angolo cottura interno.

La massimizzazione di superficie lorda nello scenario B permette di modificare la sagoma dell’edificio alzando di un piano nel blocco rettangolare esistente scavando un vuoto centrale che diventa nucleo pulsante e che dà la superficie in più per quel piano.

Come per lo scenario A, l’intervento di spostamento dell’ingresso e di abbassamento del cortile mira a definire una continuità funzionale e visiva con il piano seminterrato facendolo diventare un’estensione dello spazio comune interno e diventando un fulcro essenziale della vita della community. La trasversalità di percorsi e l’accessibilità agli spazi comuni e privati diventano il principio fondante di questo scenario. La copertura a falde viene demolita e viene aggiunto un piano comprensivo di un cluster, uno spazio comune come libreria e bar e una terrazza comune. Il nuovo volume al terzo piano e la sagoma del piano secondo sono stati arretrati creando dei ballatoi di circolazione comune che aumentano la qualità dello spazio. L’ombreggiamento della facciata sud al secondo piano è garantito da un pergolato in listelli metallici che ospitano del verde rampicante.

Con l’aggiunta di scale esterne si crea un percorso che mette in collegamento diretto i vari giardini pensili dal livello rialzato all’ultimo piano.

All’interno dell’immobile viene introdotto un nuovo collegamento verticale attorno al quale si sviluppano gli spazi comuni dei piani. La continuità si riflette anche nei cluster, concepiti come degli spazi attraversabili. Il confine tra un cluster e l’altro è definito da una porta che collega gli ambienti comuni aumentando la possibilità di incontri casuali che sono fondamentali affinché ogni persona si senta parte della comunità.

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June 21, 2022
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