Magazine by

Progettare il Retail

Un percorso nelle forme dei centri commerciali
6/2/2018
Written by
Share:

“Progettare il retail”  un percorso attraverso un processo generale: come nasce un centro commerciale (detto per semplificare, poiché le forme del Retail sono davvero molteplici e oggi in rapida evoluzione), quali sono le sue premesse, qual è la sua collocazione migliore e la sua scala d’influenza sul territorio, a chi si rivolge e come deve parlare al suo pubblico, di quali elementi è composto, come interagiscono tra loro, come devono essere fatti, qual è il loro effetto singolare e d’insieme, quali dettagli sono importanti… e così via. Ma anche (e forse soprattutto) come affrontare il ciclo di vita di un centro, la sua prestazione e la sua tenuta nel tempo e come influire su questi fattori attraverso la progettazione architettonica.

Sono tutte domande che il libro affronta nel solo modo in cui potevamo farlo: attraverso i nostri progetti, il nostro processo progettuale, il nostro metodo e la nostra esperienza, con una rigorosa selezione dei casi più esemplari da noi realizzati o anche solo progettati e con qualche incursione in case study contemporanei e riferimenti storici esterni, restituendo il tutto in forma visiva (ma anche, ammettiamolo, un po’ scritta).

Per questo mi piace pensare che la parte forse più interessante del libro sia la sua forma, la matrice grafica di navigazione che ne attraversa i contenuti, dalla scala più ampia del territorio a quella più minuta dei dettagli, con zoomate in sequenza e ramificazioni successive che, infine, sono l’indice stesso del libro.

Indice che vale la pena descrivere sinteticamente:

- innanzitutto il brief, che comprende le analisi preliminari necessarie alla corretta pianificazione di un centro commerciale – inclusi gli aspetti etnosemiotici, i trend culturali, i più recenti contributi della neuroscienza – per poi declinarne i risultati in indicazioni per il layout commerciale, la circolazione, gli impianti, la struttura e infine l’architettura stessa;

quindi l’analisi del territorio, cioè l’accessibilità, la visibilità, la topografia del sito con cui valutare la fattibilità di un progetto, studiare i rapporti tra i diversi volumi e superfici (la cosiddetta “mass analysis”) dedicati a parcheggio, edificio, flussi, da cui ipotizzare un possibile masterplan;

- edificio e parcheggio sono poi due grandi capitoli, trattati separatamente ma ovviamente complementari tra loro (articolati da una sezione dedicata alla parking lobby come snodo ), che costituiscono le due prime grandi “zoomate” dentro più specifiche questioni progettuali: le tipologie, la circolazione, il paesaggio, l’illuminazione, il wayfinding per quanto riguarda il parcheggio; le facciate, i portali, la brandizzazione (esterna e interna), il layout, le gallerie e le piazze interne per quanto riguarda l’edificio;

- e ancora, altre zoomate ingrandiscono nuovi dettagli: le gallerie si scompongono in geometrie, shopfront, pavimenti, controsoffitti e coperture, arredo interno e, di nuovo, wayfinding; le piazze sono oggetto di particolari approfondimenti tematici, come quello sulla “food court”, sempre più importante nell’economia di un centro commerciale; e non ci siamo dimenticati nemmeno dei bagni, defilati ma architettonicamente essenziali, con una sezione ad essi dedicata; mentre l’illuminazione è un tema che attraversa trasversalmente i contenuti del libro;

- un ultimo ingrandimento focalizza le textures, i materiali, la grana delle superfici e i loro rapporti e accostamenti, e infine un saggio conclusivo affronta il tema del tempo, delle crisi e dei possibili rilanci di un centro commerciale –tema cruciale al tempo dell’e-commerce – descrivendo diverse strategie progettuali (“Re-Tailoring Retail”).

Una riflessione che in un certo senso ripercorre tutti i temi, le domande e i criteri da seguire per indirizzare lo sguardo nelle giuste direzioni e fare le scelte migliori e li riassume in una questione fondamentale che accomuna tutti i possibili interventi: quali necessità per un determinato luogo? Quale identità, quale senso è possibile trasmettergli? Ad ogni livello del libro si è cercato di far trasparire questo elemento essenziale. Il progetto dello spazio, della sua “grana” percettiva, da vivere e abitare con il corpo e con i sensi e, soprattutto, sempre concretamente declinato in un luogo, dev’essere sempre il tema centrale del progetto, qualsiasi progetto, compreso il progetto per quei luoghi comunemente percepiti come i primi e più emblematici rappresentanti dell’ubiquità globalizzata: gli “spazi del consumo” e le loro tipologie architettoniche.

Questo abbiamo cercato di dire, e illustrare, lungo le pagine del libro, con leggerezza, con un taglio non accademico e dando a tutto ciò la struttura di una grande mappa visiva: una mappa che ognuno – clienti, investitori, studenti d’architettura, progettisti, anche un pubblico generalista se sufficientemente curioso – può percorrere liberamente.

February 6, 2018
Redazionale
Written by
Share:
Meno creatori, più compositori: noi architetti e ingegneri possiamo integrare competenze, armonizzando la nostra melodia con nuove scienze e tecnologie.