Magazine by

Vegetal House, il mondo vegetale e del design protagonisti

Aldo Cibic tra gli artisti internazionali al MUMEDI
7/2/2019
Written by
Share:

La Triennale di Milano in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia di Città del Messico ha dato vita alla mostra Vegetal House negli spazi del MUMEDI Museo Mexicano del Diseño, un autentico viaggio nel mondo degli arredi e degli oggetti di design che si ispirano al mondo vegetale, con una selezione di circa 100 opere di artisti internazionali.

Tra le opere esposte ricordiamo i Fiori di Latta "Felicia" e "Nostalgia" , e l'albero "Cactus" di Aldo Cibic.

Quotidianamente la natura entra nelle nostre case attraverso artefatti che imitano e rendono omaggio, nei nomi e nelle forme, a piante, frutti, fiori, foglie, tronchi e radici. La mostra Vegetal House intende interrogarsi su come questi nomi e queste forme interferiscano sugli oggetti stessi, tanto nella fase dell'ideazione e della progettazione, quanto in quella della loro percezione e ricezione. 

Quasi tutti i più importanti artisti e designer italiani e internazionali hanno creato negli anni oggetti fitomorfi e/o fitonomici: da Giacomo Balla con Flora futurista a Piero Fornasetti con Cesto di Dalie, da Guido Drocco e Franco Mello con l’appendiabiti Cactus a Ceretti, De Rossi, Rosso con il divano Pratone, da Umeda Masanori con Rose Chair ad Alessandra Baldereschi con Florigraphia, da Zanellato/Bortotto con Cespuglio a Marcantonio Raimondi Malerba con Amazzoni o fino a Sam Baron con Bouquet. Una tendenza diffusa che potrebbe rinviare a un complesso meccanismo simbolico che tende a considerare gli interni domestici sostituti o surrogati oggettuali di quel mondo vegetale che è stato inevitabilmente in molti casi espulso dalle nostre case.

Un’ulteriore urgenza del contemporaneo è il ricorso, e il ritorno, alla natura che diventa elemento costitutivo del progetto in nome della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente, come testimoniano progetti quali Back to nature di Sovrappensiero, Terra! di Nucleo o ancora Seed Safe di Martí Guixé e Ortobrick di Tommaso Mancini.

Dopo una Ouverture che trasforma lo spazio espositivo in un ideale e scenografico hortus conclusus, i progetti sono ordinati tassonomicamente quasi a rievocare antichi erbari e tavole botaniche.

Attraverso una selezione di pezzi iconici e opere di nuovi progettisti la mostra rappresenta quindi un’occasione per indagare il design italiano da una prospettiva nuova e inaspettata e per tracciare nuovi possibili percorsi di lettura della storia della disciplina.

February 7, 2019
Cultura
Written by
Share:
Unione, aggregazione e contaminazione ci fanno crescere ogni giorno in questo magico laboratorio di idee.