Visione, strategia e leadership tecnica per costruire il futuro dell’ingegneria
Data Centers of the future are here

Federica Quartieri è oggi Direttrice dell’area ingegneria di Lombardini22 e Co-Direttrice di L22 Data Center. Il suo percorso racconta una crescita professionale continua, intrecciata all’evoluzione dello studio e a una visione dell’ingegneria come leva strategica e culturale.
Federica, partiamo dall’inizio: com’è nato il tuo percorso in Lombardini22?
Sono entrata in Lombardini22 nel novembre 2011, dopo un’esperienza in un’azienda produttrice di materiali. Il mio obiettivo era molto chiaro: volevo lavorare sugli impianti. Avevo una preparazione soprattutto teorica, ma mi è stata data la possibilità di crescere sul campo, in un team molto piccolo, circa dieci persone tra meccanici ed elettrici.
I primi progetti - come la riqualificazione di un immobile in via Brera a uso uffici e Retail e la progettazione integrata tra architettura e ingegneria della nuova sede di una compagnia assicurativa di Milano - sono stati subito molto sfidanti, mi hanno permesso di confrontarmi con soluzioni impiantistiche complesse e molto visibili. Da lì il mio ruolo è cresciuto insieme all’azienda; ho sviluppato competenze tecniche, ho iniziato a gestire progetti in autonomia e ad assumere responsabilità nella gestione delle risorse dell’area ingegneria.
È stata una crescita continua e mai statica, al punto che non ho mai sentito il bisogno di cambiare azienda: era Lombardini22 a cambiare, a crescere, a offrirmi nuove sfide. Questo ha reso il mio percorso molto dinamico, sia professionalmente che personalmente.

Dall’operativo al manageriale: quali sono stati i passaggi chiave del tuo percorso?
Un passaggio importante è stato il ruolo di Co-Direttrice di L22 Data Center, business unit specializzata in Data Center. Ho capito di avere un’attitudine alla gestione, oltre a una competenza tecnica su un mercato in forte espansione. Quel ruolo è stato strutturato anche per dare chiarezza all’interno e verso l’esterno: era importante avere un riferimento tecnico riconoscibile.
Oggi, come Direttrice dell’area ingegneria la sfida principale è superare una frammentazione storica dell’area ingegneria, nata da strutture, processi e competenze che negli anni si sono sviluppati in modo indipendente tra loro. L’obiettivo è costruire un gruppo unico e realmente integrato, con una leadership chiara e una visione condivisa. È un percorso complesso, che richiede ascolto, allineamento culturale e una gestione strutturata del cambiamento, ma sta già favorendo una collaborazione più efficace e una maggiore integrazione tra le diverse discipline, con benefici concreti sulla qualità e sull’efficienza dei progetti.
Qual è oggi la strategia dell’area Engineering e su quali mercati vi concentrate?
Un obiettivo chiave è aumentare la visibilità dell’ingegneria, dentro e fuori Lombardini22. Abbiamo sempre avuto competenze molto forti, ma non sempre sono state percepite pienamente.
I mercati principali sono i Data Center, l’Hospitality e l’efficientamento energetico su edifici esistenti, anche grazie agli incentivi pubblici. I Data Center, in particolare, sono un ambito in fortissima crescita, anche internazionale, con un livello di complessità tecnica e strategica molto elevato, affiancati da progetti alberghieri complessi e ad alta specializzazione.

Cosa rende un progetto mission critical così diverso dagli altri?
I progetti mission critical richiedono livelli di affidabilità estremamente elevati. Sono caratterizzati da ridondanze impiantistiche, automazioni avanzate e da una gestione molto strutturata del processo progettuale. Il coordinamento tra le discipline è estremamente complesso e coinvolge anche le infrastrutture interrate, con un’interazione costante e molto intensa con il cliente. Il nostro vantaggio competitivo è la constructability: la capacità di progettare tenendo conto delle reali condizioni di costruzione e delle dinamiche cantiere. L’esperienza diretta nella costruzione e nel collaudo degli impianti ci permette di anticipare criticità e proporre soluzioni concrete di value engineering, che ottimizzano costi, prestazioni e affidabilità del progetto.

Lombardini22 è attiva anche nelle associazioni IDA ed EUDCA: che valore ha questo impegno?
Far parte di IDA (Italian Datacenter Association) ed EUDCA (The European Data Centre Association) significa essere nei luoghi dove il settore si confronta, anticipa i temi e contribuisce a definire le regole del futuro. In IDA partecipiamo a gruppi su energia, sostenibilità, permessistica, education e riconoscibilità del settore. Abbiamo anche guidato un sottogruppo sugli standard e le regolamentazioni, studiando in anticipo la Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica.
In EUDCA partecipiamo ai Technical e Policy Committee, monitorando temi come energia, acqua, impatti ambientali e metriche di sostenibilità. Questo ci permette di trasferire ai clienti una conoscenza aggiornata e strategica, prima che le normative arrivino sul mercato italiano.
Il mercato del lavoro è in continua evoluzione: quali sono oggi le figure professionali più richieste e quali strategie è opportuno adottare per rimanere competitivi?
Le figure più richieste nel mio settore sono i professionisti MEP (Mechanical, Electrical, and Plumbing) sono figure chiave nell’ingegneria, che progettano e gestiscono gli impianti meccanici, elettrici e idraulici degli edifici. La domanda supera di gran lunga l’offerta. Lombardini22 risponde a questa esigenza investendo fortemente nella formazione, accogliendo sia profili junior sia senior, costruendo percorsi di crescita personalizzati e valorizzando anche le riconversioni professionali.
Dal nostro punto di vista, una delle soluzioni è ampliare il bacino: assumiamo anche profili non tradizionali, come fisici o laureati in discipline affini, purché abbiano il mindset giusto. Cerchiamo competenze trasferibili e le orientiamo verso il mondo impiantistico.
Portiamo avanti anche il percorso IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) per Tecnici Progettisti con l’obiettivo di formare una nuova generazione di professionisti e rispondere alla crescente domanda di competenze specialistiche nel real estate.
Accogliamo persone con livelli di seniority molto diversi. Possiamo formare un neolaureato o un diplomato appena uscito dalle scuole superiori, con percorsi strutturati e formazione interna, oppure inserire figure senior che colmano task complessi nei team.
La cosa importante è che qui tutti hanno spazio. Non facciamo selezioni rigide basate su età o percorsi lineari.
Uno sguardo al futuro: dove vedi l’ingegneria di Lombardini22 nei prossimi anni?
Vedo un’area sempre più integrata, visibile e strategica, capace di dialogare con architettura, design e strategia come un unico sistema. L’ingegneria non è più un servizio a valle, ma una componente centrale del progetto: contribuisce fin dalle prime fasi alla definizione delle scelte progettuali, assicura l’efficienza e la sostenibilità delle soluzioni. Ogni nostra scelta progettuale mira a creare valore reale e misurabile per le persone, i territori e le comunità con cui lavoriamo.
Vedo anche un’organizzazione sempre più basata sulle persone, sulla formazione continua e sulla contaminazione delle competenze. È questo approccio che ci permetterà di affrontare la complessità crescente dei progetti e dei mercati.
DI OGNUNO
Dal progetto DI OGNUNO (scopri di più sulla Reception di Ognuno), nato da un’iniziativa di HospitalityRiva in collaborazione con Lombardini22 con Village for all - V4A® Ospitalità Accessibile, nasce un documento digitale che accompagna in un viaggio nel mondo dell’ospitalità accessibile e della progettazione universale nel settore dell’accoglienza, alla ricerca di risposte e soluzioni per la creazione di spazi e servizi che rispondano alle esigenze DI OGNUNO.
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