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The City We Have in Mind #3

Data Centers of the future are here

Intelligenza artificiale e architettura
20/4/2021
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29 aprile 2021

17:00 – 19:00

evento online

Prenota il tuo posto

L’architettura nella luce. Per secoli, il solo percorso della luce del giorno, senza spostare una pietra, ha permesso alle molteplici atmosfere generate di rispondere alle diverse attese emotive dell’uomo.

Con la Rivoluzione Industriale, l’avanzamento della tecnologia ha progressivamente dotato gli edifici di impianti: tubature per fluidi, sistemi di riscaldamento, ed ascensori. Negli ultimi decenni, una nuova svolta tecnologica ha introdotto l’elettronica, con dispositivi di controllo della luce, delle aperture, i sistemi di sicurezza, oppure per ottimizzare il consumo di energia.

Tuttavia, l’architettura rimane un oggetto inanimato, al limite travestita da congegno ipertecnologico.

Nel prossimo futuro, affronteremo però un nuovo cambiamento: un’architettura equipaggiata con una Intelligenza Artificiale potrebbe, infatti, dare autonomia agli edifici, donando loro una vita.

Cosa potrebbe significare per noi umani vivere in spazi inizialmente programmati, ma che potrebbero non essere del tutto controllabili? Potenzialmente, quali sarebbero i compiti, di protezione e/o di rischio, da conferire ad uno spazio in grado di rilevare autonomamente i nostri bisogni, e rispondervi di conseguenza? Oppure dovremo, al contrario, intendere l’architettura come un elemento che, seppur sofisticato, rimane completamente sotto il nostro controllo, così da preservare il nostro senso di appartenenza e controllo dello spazio?

Abbiamo posto queste domande a noti psicologi, neuroscienziati, filosofi ed architetti, per investigare sugli effetti che gli avanzamenti dell’Intelligenza Artificiale potrebbero avere sugli esseri umani e sulla società.

Modera:

Silvia Camisasca, Giornalista e Fisica, Avvenire

Partecipano:

Cinzia di Dio, Psicologa, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Eve Edelstein, Co-fondatrice di Clinicians for Design, California

Elizabeth Kostina, Assistente Caporedattrice, The Centre for Conscious Design, New York

Michael A. Arbib, Neuroscienziato, University of California, San Diego

Tony Belpaeme, Professore di Sistemi Cognitivi e Robotica, Plymouth University

Michael Wheeler, Professore di Filosofia, University of Stirling

Davide Ruzzon, Architetto, TUNED – NAAD Università IUAV e POLI Design

È prevista la traduzione simultanea: gli interventi saranno fruibili interamente sia in italiano sia in inglese.

DI OGNUNO

Dal progetto DI OGNUNO (scopri di più sulla Reception di Ognuno), nato da un’iniziativa di HospitalityRiva in collaborazione con Lombardini22 con Village for all - V4A® Ospitalità Accessibile, nasce un documento digitale che accompagna in un viaggio nel mondo dell’ospitalità accessibile e della progettazione universale nel settore dell’accoglienza, alla ricerca di risposte e soluzioni per la creazione di spazi e servizi che rispondano alle esigenze DI OGNUNO.

Scopri l'Universal Design nell'ospitalità

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Con la Rivoluzione Industriale, l’avanzamento della tecnologia ha progressivamente dotato gli edifici di impianti: tubature per fluidi, sistemi di riscaldamento, ed ascensori. Negli ultimi decenni, una nuova svolta tecnologica ha introdotto l’elettronica, con dispositivi di controllo della luce, delle aperture, i sistemi di sicurezza, oppure per ottimizzare il consumo di energia.

Tuttavia, l’architettura rimane un oggetto inanimato, al limite travestita da congegno ipertecnologico.

Nel prossimo futuro, affronteremo però un nuovo cambiamento: un’architettura equipaggiata con una Intelligenza Artificiale potrebbe, infatti, dare autonomia agli edifici, donando loro una vita.

Cosa potrebbe significare per noi umani vivere in spazi inizialmente programmati, ma che potrebbero non essere del tutto controllabili? Potenzialmente, quali sarebbero i compiti, di protezione e/o di rischio, da conferire ad uno spazio in grado di rilevare autonomamente i nostri bisogni, e rispondervi di conseguenza? Oppure dovremo, al contrario, intendere l’architettura come un elemento che, seppur sofisticato, rimane completamente sotto il nostro controllo, così da preservare il nostro senso di appartenenza e controllo dello spazio?

Abbiamo posto queste domande a noti psicologi, neuroscienziati, filosofi ed architetti, per investigare sugli effetti che gli avanzamenti dell’Intelligenza Artificiale potrebbero avere sugli esseri umani e sulla società.

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Cinzia di Dio, Psicologa, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Eve Edelstein, Co-fondatrice di Clinicians for Design, California

Elizabeth Kostina, Assistente Caporedattrice, The Centre for Conscious Design, New York

Michael A. Arbib, Neuroscienziato, University of California, San Diego

Tony Belpaeme, Professore di Sistemi Cognitivi e Robotica, Plymouth University

Michael Wheeler, Professore di Filosofia, University of Stirling

Davide Ruzzon, Architetto, TUNED – NAAD Università IUAV e POLI Design

È prevista la traduzione simultanea: gli interventi saranno fruibili interamente sia in italiano sia in inglese.
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