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Siate seri: giocate! Lombardini22 firma la nuova Giocheria di Milano

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24/1/2023
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È stato inaugurato a Milano il nuovo flagship del Gruppo Giochi Preziosi. Il progetto del negozio, ideato dai due brand di Lombardini22 L22 e FUD, si propone di coniugare vendita ed esperienze emozionali attraverso una serie di atmosfere giocose in cui i bambini possono scoprire e interagire con lo spazio e con gli altri, e i prodotti essere raccontati ed esperiti sensorialmente.

Le neuroscienze e la psicologia ambientale forniscono il loro contributo alla comprensione, attraverso chiavi di lettura interdisciplinari e sistemiche, dell’intenso rapporto che si instaura tra l’essere umano e lo spazio che lo circonda durante le attività ludiche.

Lo spazio, infatti, ha un forte ascendente sulla salute fisica e mentale, in particolar modo nei primi dieci anni di vita. Un ambiente in cui i bambini, attraverso il gioco, possano interagire e muoversi, ha diversi effetti positivi nella costruzione dell’identità e della socializzazione. Vediamo di cosa si tratta.

I piccoli visitatori vengono accolti all’ingresso dal grande Cubo Cuboso, una soglia interattiva che segna il passaggio percettivo dal mondo reale a quello fantastico. L’esperienza sensoriale viene arricchita di emozioni inedite e coinvolgenti attraverso stimolazioni luminose, sonore e visive, che sollecitano l’attenzione e invogliano i visitatori a interagire con l’ambiente circostante.

La generazione Alpha, nome con il quale lo psicologo australiano Mark McCrindle identificò i bambini nati tra gli anni Dieci e Venti del nuovo millennio, al contrario delle generazioni precedenti infatti, pare detesti chat, social e smartphone prediligendo un coinvolgimento attivo, partecipativo e soprattutto corporeo.

Il motto From kids, for kids, che ha accompagnato l’iter progettuale, si incentra, non a caso, su tre parole chiave: stupire, coinvolgere ed empatizzare sottolineando proprio la forte relazione tra i bambini, il luogo in cui si immergono, ed il mezzo attraverso il quale vivono le esperienze: il corpo e i sensi.

Uno scivolo collega il piano superiore, in cui incontriamo il Teatro principesco con pedana interattiva e nuvole luminose, la Pista rombante, il Bazar del divertimento, a quello inferiore, in cui trovano spazio la Casa degli abbracci, spazio ovattato di peluche, il Candy corner e il Boschetto delle parole, ambiente scenografico dedicato alla lettura.

Un santuario contemporaneo del gioco, quindi, in cui i bambini possono indulgere in attività pro-sociali (Cappello 2017, p. 48) e stimolanti.

Il gioco, anche se spesso depotenziato e dequalificato in età adulta, ha rivestito e riveste nella vita di ognuno di noi un ruolo importante, sotto molteplici punti di vista. Come sostiene Valerio Perna in L’attività ludica come strategia progettuale, infatti:

«Il gioco è una delle attività fondamentali dell’esistenza. La nostra infanzia è costellata di ricordi legati ad esso: attimi nei quali non solo svolgiamo azioni in grado di procurarci divertimento o soddisfazione ma nei quali gettiamo le basi della nostra crescita come esseri umani a livello cognitivo, sociale e creativo»

Perna 2020, p. 19

Le ricerche condotte negli ultimi anni nel campo delle neuroscienze, della fisiologia e della psicologia ambientale hanno messo in luce quanto giocare, e in particolar modo giocare insieme agli altri, abbia molteplici effetti sui bambini. È stato dimostrato, infatti, che queste attività consentono al bambino non solo di sviluppare creatività e fantasia, esprimere la propria identità, accrescere la propria flessibilità comportamentale e acquisire competenze sociali e cognitive (Trezza et al. 2010), ma anche di aumentare la versatilità dei movimenti per riprendersi da shock improvvisi quali la perdita dell’equilibrio, migliorare la capacità di far fronte emotivamente a situazioni stressanti inaspettate (Spinka 2001) e infine arricchire le proprie capacità comunicative e affinare le proprie abilità visuo-spaziali.

Il gioco è favorevole, inoltre, alla neuroplasticità del cervello – in particolare fino alla conclusione dell’adolescenza – in quanto il movimento armonico del corpo, che il gioco favorisce, brucia fino al 60% dell’energia complessiva prodotta dal metabolismo, scendendo poi al 25% in fase adulta. Il gioco risulta in questo quadro, un modo efficiente per impiegare l’energia, raffinando cinematismi, gesti e capacità simulative.

Un team di neuroscienziati italiani e olandesi guidato da Viviana Trezza, neuro-farmacologa comportamentale del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi RomaTRE, ha scoperto recentemente che le aree cerebrali maggiormente coinvolte durante le attività ludiche sarebbero i nuclei[1]. Questi grumi di cellule neurali situati in ogni emisfero cerebrale, infatti, si attiverebbero durante il gioco producendo i cosiddetti recettori della dopamina o recettori dopaminergici. Si tratta di neurotrasmettitori endogeni che vengono rilasciati dal cervello in situazioni recepite come piacevoli e che si attivano durante processi cognitivi quali, la memoria, l’apprendimento la motivazione e in altri processi neurobiologici.

Come affermato da Jaak Panksepp – psicologo, psicobiologo e ricercatore in neuroscienze – la produzione di dopamina è anche legata ad una dei 7 sistemi emozionali primari, il sistema della “ricerca”, ma anche a molti altri sistemi emotivi che ci permettono di sopravvivere e che condividiamo con tutti i mammiferi. Non ultimo per la formazione dell’identità nel rapporto inter-soggettivo è proprio la simulazione, il come se, proprio del gioco, la molla che rafforza l’empatia verso il prossimo.

«Così come i cuccioli umani, la maggior parte dei giovani mammiferi dedica una notevole quantità di tempo ed energia a giocare insieme […]. Sebbene il gioco sociale sia molto piacevole, è più di una attività futile: è fondamentale per lo sviluppo della flessibilità comportamentale, per l’acquisizione di competenze sociali e cognitive e per il mantenimento della coesione di gruppo. Il gioco sociale è un rinforzo naturale e i sistemi di neurotrasmettitori intimamente implicati negli aspetti motivazionali, piacevoli e cognitivi delle ricompense naturali»

Trezza et al. 2010

Questa scoperta è di fondamentale importanza perché le aree interessate risultano essere anche le principali responsabili dei comportamenti legati agli istinti di sopravvivenza del singolo e della specie. Il gioco, si inserirebbe, di conseguenza, tra quelle necessità primordiali elaborate dal nucleus al pari dell’alimentazione e della riproduzione.

Fig.1  Produzione e distribuzione di dopamina e serotonina

Uno studio del 2018 rileva quanto la privazione del gioco nella fase dello sviluppo comporti in età adulta alcuni deficit cognitivi quali rigidità mentale e alterazione degli impulsi di controllo e di decision making.

Stimolare la propensione naturale al gioco migliora, di conseguenza, l’adattabilità di un bambino a una condizione stressante e promuove il funzionamento cognitivo, sociale, emotivo e psicomotorio, rafforzando così le basi per la loro salute futura (Nijhof 2018).

«Non c’è niente di più serio e più coinvolgente del gioco per un bambino. E in questa sua serietà è molto simile ad un artista intento al suo lavoro. Come l’artista, anche il bambino giocando trasforma la realtà, la reinventa, la rappresenta in modo simbolico, creando un mondo immaginario che riflette i suoi sogni a occhi aperti, le sue fantasie, i suoi desideri»

Silvia Vegetti Finzi

Fig.2 Schema generale delle fasi di sviluppo e (forme di) gioco su Nijhof 2018

Il modo in cui bambini e adolescenti giocano cambia con la loro crescita, ma le categorie di gioco non si escludono a vicenda: si sovrappongono a seconda di sviluppo, interessi e stati d’animo. I bambini possono effettivamente alternare tra tipi di gioco e livelli di complessità diversi o essere coinvolti contemporaneamente in categorie di gioco differenti (Nijhof 2018).

Per fare in modo che le dinamiche sociali e i meccanismi neuro-psicobiologici legati alle attività di gioco si possano innescare, è indispensabile che il gioco si svolga in un ambiente stimolante e multisensoriale che faciliti la socializzazione e che tenga conto del valore della corporeità e dello sviluppo del bambino nel tempo.

Tutto ciò che si propone di mettere in campo, grazie a una tecnologia avanzata, materiali specifici, spazi accoglienti e coinvolgenti, la nuova Giocheria di Milano progettata da Lombardini22.

Bibliografia

Finzi 2013 – Silvia Vegetti Finzi, Anna Maria Battistin, A piccoli passi. La psicologia dei bambini dall’attesa ai cinque anni, Oscar Mondadori saggi, Milano 2013;

Nijhof 2018 – Nijhof SL, Vinkers CH, van Geelen SM, Duijff SN, Achterberg EJM, van der Net J, Veltkamp RC, Grootenhuis MA, van de Putte EM, Hillegers MHJ, van der Brug AW, Wierenga CJ, Benders MJNL, Engels RCME, van der Ent CK, Vanderschuren LJMJ, Lesscher HMB.Healthy play, better coping: The importance of play for the development of children in health and disease. Neurosci Biobehav Rev. 2018 Dec; 95:421-429. doi: 10.1016/j.neubiorev.2018.09.024. Epub 2018 Sep 29. PMID: 30273634.

Pellis 2013 – Pellis, Sergio, and Vivien Pellis. The Playful Brain. Oneworld Publications, 2013. Web. 14 Oct. 2022;

Perna 2020 – Valerio Perna, L’attività ludica come strategia progettuale. Regole e libertà per una grammatica del gioco in architettura, Quodlibet, Macerata 2020;

Spinka 2001 – Spinka M, Newberry RC, Bekoff M. Mammalian play: training for the unexpected. Q Rev Biol. 2001 Jun;76(2):141-68. doi: 10.1086/393866. PMID: 11409050;

Trezza 2010 – Trezza V, Baarendse PJ, Vanderschuren LJ. The pleasures of play: pharmacological insights into social reward mechanisms. Trends Pharmacol Sci. 2010 Oct;31(10):463-9. doi: 10.1016/j.tips.2010.06.008. Epub 2010 Aug 3. PMID: 20684996; PMCID: PMC2946511;

Trezza 2016 – Trezza V., Vanderschuren LJ, Achterberg EJ, The neurobiology of social play and its rewarding value in rats. Neurosci Biobehav Rev. 2016 Nov; 70:86-105. doi: 10.1016/j.neubiorev.2016.07.025. Epub 2016 Aug 29. PMID: 27587003; PMCID: PMC5074863.

[1] Il Nucleus Accumbens gioca un ruolo importante anche nei processi cognitivi di avversione, motivazione e ricompensa.

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January 24, 2023
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Siate seri: giocate! Lombardini22 firma la nuova Giocheria di Milano

È stato inaugurato a Milano il nuovo flagship del Gruppo Giochi Preziosi. Il progetto del negozio, ideato dai due brand di Lombardini22 L22 e FUD, si propone di coniugare vendita ed esperienze emozionali attraverso una serie di atmosfere giocose in cui i bambini possono scoprire e interagire con lo spazio e con gli altri, e i prodotti essere raccontati ed esperiti sensorialmente.

Le neuroscienze e la psicologia ambientale forniscono il loro contributo alla comprensione, attraverso chiavi di lettura interdisciplinari e sistemiche, dell’intenso rapporto che si instaura tra l’essere umano e lo spazio che lo circonda durante le attività ludiche.

Lo spazio, infatti, ha un forte ascendente sulla salute fisica e mentale, in particolar modo nei primi dieci anni di vita. Un ambiente in cui i bambini, attraverso il gioco, possano interagire e muoversi, ha diversi effetti positivi nella costruzione dell’identità e della socializzazione. Vediamo di cosa si tratta.

I piccoli visitatori vengono accolti all’ingresso dal grande Cubo Cuboso, una soglia interattiva che segna il passaggio percettivo dal mondo reale a quello fantastico. L’esperienza sensoriale viene arricchita di emozioni inedite e coinvolgenti attraverso stimolazioni luminose, sonore e visive, che sollecitano l’attenzione e invogliano i visitatori a interagire con l’ambiente circostante.

La generazione Alpha, nome con il quale lo psicologo australiano Mark McCrindle identificò i bambini nati tra gli anni Dieci e Venti del nuovo millennio, al contrario delle generazioni precedenti infatti, pare detesti chat, social e smartphone prediligendo un coinvolgimento attivo, partecipativo e soprattutto corporeo.

Il motto From kids, for kids, che ha accompagnato l’iter progettuale, si incentra, non a caso, su tre parole chiave: stupire, coinvolgere ed empatizzare sottolineando proprio la forte relazione tra i bambini, il luogo in cui si immergono, ed il mezzo attraverso il quale vivono le esperienze: il corpo e i sensi.

Uno scivolo collega il piano superiore, in cui incontriamo il Teatro principesco con pedana interattiva e nuvole luminose, la Pista rombante, il Bazar del divertimento, a quello inferiore, in cui trovano spazio la Casa degli abbracci, spazio ovattato di peluche, il Candy corner e il Boschetto delle parole, ambiente scenografico dedicato alla lettura.

Un santuario contemporaneo del gioco, quindi, in cui i bambini possono indulgere in attività pro-sociali (Cappello 2017, p. 48) e stimolanti.

Il gioco, anche se spesso depotenziato e dequalificato in età adulta, ha rivestito e riveste nella vita di ognuno di noi un ruolo importante, sotto molteplici punti di vista. Come sostiene Valerio Perna in L’attività ludica come strategia progettuale, infatti:

«Il gioco è una delle attività fondamentali dell’esistenza. La nostra infanzia è costellata di ricordi legati ad esso: attimi nei quali non solo svolgiamo azioni in grado di procurarci divertimento o soddisfazione ma nei quali gettiamo le basi della nostra crescita come esseri umani a livello cognitivo, sociale e creativo»

Perna 2020, p. 19

Le ricerche condotte negli ultimi anni nel campo delle neuroscienze, della fisiologia e della psicologia ambientale hanno messo in luce quanto giocare, e in particolar modo giocare insieme agli altri, abbia molteplici effetti sui bambini. È stato dimostrato, infatti, che queste attività consentono al bambino non solo di sviluppare creatività e fantasia, esprimere la propria identità, accrescere la propria flessibilità comportamentale e acquisire competenze sociali e cognitive (Trezza et al. 2010), ma anche di aumentare la versatilità dei movimenti per riprendersi da shock improvvisi quali la perdita dell’equilibrio, migliorare la capacità di far fronte emotivamente a situazioni stressanti inaspettate (Spinka 2001) e infine arricchire le proprie capacità comunicative e affinare le proprie abilità visuo-spaziali.

Il gioco è favorevole, inoltre, alla neuroplasticità del cervello – in particolare fino alla conclusione dell’adolescenza – in quanto il movimento armonico del corpo, che il gioco favorisce, brucia fino al 60% dell’energia complessiva prodotta dal metabolismo, scendendo poi al 25% in fase adulta. Il gioco risulta in questo quadro, un modo efficiente per impiegare l’energia, raffinando cinematismi, gesti e capacità simulative.

Un team di neuroscienziati italiani e olandesi guidato da Viviana Trezza, neuro-farmacologa comportamentale del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi RomaTRE, ha scoperto recentemente che le aree cerebrali maggiormente coinvolte durante le attività ludiche sarebbero i nuclei[1]. Questi grumi di cellule neurali situati in ogni emisfero cerebrale, infatti, si attiverebbero durante il gioco producendo i cosiddetti recettori della dopamina o recettori dopaminergici. Si tratta di neurotrasmettitori endogeni che vengono rilasciati dal cervello in situazioni recepite come piacevoli e che si attivano durante processi cognitivi quali, la memoria, l’apprendimento la motivazione e in altri processi neurobiologici.

Come affermato da Jaak Panksepp – psicologo, psicobiologo e ricercatore in neuroscienze – la produzione di dopamina è anche legata ad una dei 7 sistemi emozionali primari, il sistema della “ricerca”, ma anche a molti altri sistemi emotivi che ci permettono di sopravvivere e che condividiamo con tutti i mammiferi. Non ultimo per la formazione dell’identità nel rapporto inter-soggettivo è proprio la simulazione, il come se, proprio del gioco, la molla che rafforza l’empatia verso il prossimo.

«Così come i cuccioli umani, la maggior parte dei giovani mammiferi dedica una notevole quantità di tempo ed energia a giocare insieme […]. Sebbene il gioco sociale sia molto piacevole, è più di una attività futile: è fondamentale per lo sviluppo della flessibilità comportamentale, per l’acquisizione di competenze sociali e cognitive e per il mantenimento della coesione di gruppo. Il gioco sociale è un rinforzo naturale e i sistemi di neurotrasmettitori intimamente implicati negli aspetti motivazionali, piacevoli e cognitivi delle ricompense naturali»

Trezza et al. 2010

Questa scoperta è di fondamentale importanza perché le aree interessate risultano essere anche le principali responsabili dei comportamenti legati agli istinti di sopravvivenza del singolo e della specie. Il gioco, si inserirebbe, di conseguenza, tra quelle necessità primordiali elaborate dal nucleus al pari dell’alimentazione e della riproduzione.

Fig.1  Produzione e distribuzione di dopamina e serotonina

Uno studio del 2018 rileva quanto la privazione del gioco nella fase dello sviluppo comporti in età adulta alcuni deficit cognitivi quali rigidità mentale e alterazione degli impulsi di controllo e di decision making.

Stimolare la propensione naturale al gioco migliora, di conseguenza, l’adattabilità di un bambino a una condizione stressante e promuove il funzionamento cognitivo, sociale, emotivo e psicomotorio, rafforzando così le basi per la loro salute futura (Nijhof 2018).

«Non c’è niente di più serio e più coinvolgente del gioco per un bambino. E in questa sua serietà è molto simile ad un artista intento al suo lavoro. Come l’artista, anche il bambino giocando trasforma la realtà, la reinventa, la rappresenta in modo simbolico, creando un mondo immaginario che riflette i suoi sogni a occhi aperti, le sue fantasie, i suoi desideri»

Silvia Vegetti Finzi

Fig.2 Schema generale delle fasi di sviluppo e (forme di) gioco su Nijhof 2018

Il modo in cui bambini e adolescenti giocano cambia con la loro crescita, ma le categorie di gioco non si escludono a vicenda: si sovrappongono a seconda di sviluppo, interessi e stati d’animo. I bambini possono effettivamente alternare tra tipi di gioco e livelli di complessità diversi o essere coinvolti contemporaneamente in categorie di gioco differenti (Nijhof 2018).

Per fare in modo che le dinamiche sociali e i meccanismi neuro-psicobiologici legati alle attività di gioco si possano innescare, è indispensabile che il gioco si svolga in un ambiente stimolante e multisensoriale che faciliti la socializzazione e che tenga conto del valore della corporeità e dello sviluppo del bambino nel tempo.

Tutto ciò che si propone di mettere in campo, grazie a una tecnologia avanzata, materiali specifici, spazi accoglienti e coinvolgenti, la nuova Giocheria di Milano progettata da Lombardini22.

Bibliografia

Finzi 2013 – Silvia Vegetti Finzi, Anna Maria Battistin, A piccoli passi. La psicologia dei bambini dall’attesa ai cinque anni, Oscar Mondadori saggi, Milano 2013;

Nijhof 2018 – Nijhof SL, Vinkers CH, van Geelen SM, Duijff SN, Achterberg EJM, van der Net J, Veltkamp RC, Grootenhuis MA, van de Putte EM, Hillegers MHJ, van der Brug AW, Wierenga CJ, Benders MJNL, Engels RCME, van der Ent CK, Vanderschuren LJMJ, Lesscher HMB.Healthy play, better coping: The importance of play for the development of children in health and disease. Neurosci Biobehav Rev. 2018 Dec; 95:421-429. doi: 10.1016/j.neubiorev.2018.09.024. Epub 2018 Sep 29. PMID: 30273634.

Pellis 2013 – Pellis, Sergio, and Vivien Pellis. The Playful Brain. Oneworld Publications, 2013. Web. 14 Oct. 2022;

Perna 2020 – Valerio Perna, L’attività ludica come strategia progettuale. Regole e libertà per una grammatica del gioco in architettura, Quodlibet, Macerata 2020;

Spinka 2001 – Spinka M, Newberry RC, Bekoff M. Mammalian play: training for the unexpected. Q Rev Biol. 2001 Jun;76(2):141-68. doi: 10.1086/393866. PMID: 11409050;

Trezza 2010 – Trezza V, Baarendse PJ, Vanderschuren LJ. The pleasures of play: pharmacological insights into social reward mechanisms. Trends Pharmacol Sci. 2010 Oct;31(10):463-9. doi: 10.1016/j.tips.2010.06.008. Epub 2010 Aug 3. PMID: 20684996; PMCID: PMC2946511;

Trezza 2016 – Trezza V., Vanderschuren LJ, Achterberg EJ, The neurobiology of social play and its rewarding value in rats. Neurosci Biobehav Rev. 2016 Nov; 70:86-105. doi: 10.1016/j.neubiorev.2016.07.025. Epub 2016 Aug 29. PMID: 27587003; PMCID: PMC5074863.

[1] Il Nucleus Accumbens gioca un ruolo importante anche nei processi cognitivi di avversione, motivazione e ricompensa.

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January 24, 2023
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