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Suono e luce nel nuovo headquarter di FC Internazionale Milano

La sfida di raggiungere il comfort acustico e visivo in un contesto ricco di vincoli architettonici
26/11/2019
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La sede di Inter si è spostata recentemente negli spazi di The Corner in una delle aree più in fermento di Milano. Una sede-icona con ampi e comodi spazi dedicati al rapporto con gli ospiti ed i clienti e con nuove formule spaziali per le attività operative e dirigenziali.

Un format innovativo che racchiude concetti di innovazione, condivisione, velocità, internazionalità, leisure, movimento e benessere in un ambiente di grande intensità rappresentativa.

Il progetto è il risultato delle competenze integrate del Gruppo Lombardini22: DEGW si è occupato di interior design, fit out, direzione lavori, FUD di physical branding e direzione artistica e Atmos del progetto illuminotecnico e acustico.

“La sfida – racconta Emanuele Siciliano direttore di Atmos, la neonata business unit di Lombardini22 dedicata al building phisics – è stata quella di offrire un alto livello di comfort acustico e visivo in un edificio già ultimato ed equipaggiato, dovendo quindi sottostare a vincoli architettonici, strutturali e impiantistici predefiniti. Una sfida non da poco, se consideriamo che acustica e illuminazione rappresentano due aspetti fondamentali nella progettazione dei luoghi di lavoro e di rappresentanza perché sono le caratteristiche fisiche che influenzano maggiormente il benessere, la soddisfazione e, in definitiva, la produttività delle persone”.

Per il progetto della nuova sede Inter, in particolare, l’obiettivo è stato quello di far funzionare bene e miscelare gli ambienti destinati alle attività lavorative con gli spazi aperti, destinati a giornalisti e visitatori.

Come si è raggiunto il risultato?

Per l’illuminazione, curata da Andrea Cacaci, agli apparecchi preesistenti (e all’indicazione generale di “toccare il meno possibile”) si è aggiunto in alcuni ambienti un ulteriore livello di luce attraverso scelte decorative in linea con il progetto complessivo di interior design. Nella reception sono state selezionate lampade nere e blu di un’azienda austriaca mentre nell’area lounge i prodotti decorativi di Artemide – neri con cono interno blu – sembravano pensati ad hoc per la sede Inter.  

Nella media room si è mantenuta l’illuminazione preesistente e disegnato un campo da calcio stilizzato con tubi in LED RGB: il campo sopraelevato regala un effetto speciale, illuminandosi di tutti i colori.

Come per l’illuminazione, anche l’acustica, curata dal team di Emanuele Siciliano, ha dovuto adattare le migliori soluzioni possibili a uno stato di fatto in cui erano presenti molti vincoli architettonici, strutturali e impiantistici.

Il lavoro di Atmos si è pertanto concentrato sia su tematiche di acustica ambientale (rumorosità esterna) sia su una progettazione del benessere acustico riferito a tutti gli ambienti interni dell’edificio. Lato ambientale è stato necessario redigere un progetto acustico che aiutasse a mitigare la propagazione di rumorosità emessa dalle macchine poste in copertura verso alcune zone critiche dell’edificio.

La progettazione acustica rivolta invece agli ambienti interni aveva lo scopo di garantire il rispetto della privacy in alcune zone dell’edificio ritenute “sensibili”; in particolare la board room.

Quest’ultima è certamente un’area ritenuta particolarmente critica, e pertanto necessitava prevedere, oltre a un buon isolamento acustico verso gli ambienti adiacenti, una buona qualità dell’acustica di interni che potesse garantire al contempo privacy e intelligibilità tra i partecipanti dei meeting.

Analoga attenzione è stata poi rivolta alle sale meeting e agli uffici chiusi: oltre al rispetto della privacy verso gli ambienti adiacenti (siano essi uffici chiusi o spazi aperti comuni) è stata ricercata un’ottimizzazione della qualità acustica degli ambienti interni; ciò ha comportato la necessità di simulare e poi implementare metodi efficaci per la gestione di alcuni parametri legati alla qualità acustica delle sale quali, ad esempio il tempo di riverbero (coda sonora) o l’indice di intellegibilità STI.

In quest’ottica è stato svolto un importante lavoro di coordinamento con i progettisti architettonici in quanto non potendo sfruttare tutte le superfici delle sale (perché già presenti a soffitto elementi radianti, da un lato le finestre, dall’altro gli arredi) è stato necessario creare pannelli fonoassorbenti custom decorativi che, oltre a doversi integrare nel concept architettonico, hanno supportato le esigenze acustiche mitigando il riverbero degli ambienti e favorendo pertanto una buona percezione acustica all’interno delle sale.

Attraverso un uso creativo e strategico di strumenti analitici avanzati, soluzioni e metodi, Atmos ha quindi lavorato sulla progettazione dell’edificio per renderne gli ambienti confortevoli grazie a un equilibrio ponderato degli elementi “suono e luce”: le loro diverse combinazioni hanno permesso di generare all’interno degli ambienti esperienze, suggestioni e sensazioni diverse, a seconda della funzione dello spazio.

November 26, 2019
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