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Cosa c'è dopo lo smart working?

Il workplace secondo DEGW
13/7/2017
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Cosa ci sarà dopo lo smart working? Come cambiano i luoghi di lavoro? Quali fattori sono importanti per accrescere motivazione, senso di appartenenza, energia all’interno di un’azienda?

Parafrasando un celebre assunto di Claude Lévi-Strauss, possiamo dire che il progettista non è l’uomo che fornisce le vere risposte; è colui che pone le vere domande. Perché le risposte rischiano di essere limitate e soprattutto provvisorie. Le domande invece sono il vero motore della nostra attività: un uomo – un progettista, una società – che non si pone domande, o che si accontenta delle risposte più semplici, non affronta il futuro.

Ormai acquisito, compreso e sempre più adottato il modello flessibile dello smart working, è quindi ora di guardare avanti e porsi nuove sfide.

La relazione con le aziende, piccole e grandi, è sempre fertile, in fermento: fa emergere esigenze e curiosità sempre nuove. Noi progettisti le comprendiamo nel profondo e soprattutto le stimoliamo e le potenziamo, con occhio lungimirante e aperto al futuro.

Non a caso, il modello di consulenza di DEGW, basato sul dialogo e il confronto, è un approccio dinamico che coinvolge le persone dell’azienda in tutte le fasi progettuali in un processo di co-design che mette in rapporto spazio, tempo e organizzazione secondo un modello di progettualità relazionale dove gli strumenti di comunicazione, parallelamente ai servizi di progettazione, giocano un ruolo centrale e continuativo in una sorta di briefing permanente.

Per DEGW il workplace è il luogo dove mixare, con equilibrio e rispetto, fattori cruciali come tecnologia, contaminazione, fluidità, benessere, dinamicità, densità di relazioni: in pratica, lo spirito dei tempi tradotto in progetto. Il workplace comunica la cultura dell’azienda, rappresenta il luogo simbolico per eccellenza, riconoscibile come proprio da tutti coloro che appartengono all’impresa.

In questo senso è interessante notare che alcune richieste delle aziende rispecchiano i grandi temi che l’intera società è chiamata ad affrontare. Un esempio su tutti: il tema della convivenza tra generazioni. Ovvero come valorizzare l’esperienza dei ‘senior’, renderla smart, affinché diventi una vera leadership riconosciuta dall’intera azienda, in un’ottica di positiva, utile, ed efficace integrazione generazionale. L’ufficio ideale è, infatti, un luogo di cultura, scambio, confronto tra competenze ed esperienze.

Il futuro che stiamo progettando mette in luce alcuni valori che non cambiano, profondamente legati all’interiorità dell’uomo, come le necessità di comunicare e di sentirsi parte integrante di una organizzazione, di sentirsi connessi al mondo che cambia, di lavorare in spazi accoglienti dal punto di vista del benessere ambientale: illuminazione, acustica, climatizzazione. Valori che, insieme alle nuove tecnologie e a un’innovazione intelligente e ben calibrata, migliorano le relazioni tra le persone e accrescono motivazione, senso di appartenenza, energia.

L’ambizione di DEGW è quella di far stare bene le persone. Lo fa valorizzando la cultura del workplace, cui diamo vita quotidianamente con la comprensione, l’approfondimento, l’ascolto, la sperimentazione, il servizio.

La sfida è aperta.

July 13, 2017
Redazionale
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Meno creatori, più compositori: noi architetti e ingegneri possiamo integrare competenze, armonizzando la nostra melodia con nuove scienze e tecnologie.