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Innesco di bellezza e qualità

Il ruolo consapevole dell'architettura
25/10/2017
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Un vero processo di riqualificazione o di sviluppo, a tutti i livelli, urbanistico e architettonico, non può eludere la questione della narrazione e della rappresentazione del proprio tempo. La stessa terminologia standard – light e deep renovation – assume nuove connotazioni nell’evoluzione della città e della progettazione (e del modo di pensare a esse). Il progetto deve sempre più essere rispettoso, attento, in ascolto delle persone e delle complesse dinamiche del contemporaneo. E, allo stesso tempo, stimolante, appassionato, portatore del nuovo.

Compito dell’architettura è partecipare con le proprie competenze – e responsabilità – al dibattito sulle trasformazioni del mondo in cui viviamo, cercando di trovare una sintesi armonica affinché il progetto sia efficace, da tutti i punti di vista: ambientale, urbanistico, sociale.

Anche l’edificio più privato ha un’anima pubblica che può essere potenziata visivamente (uno scorcio su un’area verde anche privata è comunque più positivo di un alto muro di cinta) o meglio fisicamente con l’apertura di hall di edifici privati, contaminate da installazioni artistiche, spazi retail o food. Creando uno streetscape positivo e una continuità di eventi, avviene una naturale valorizzazione dello spazio pubblico e privato. Innalzare la qualità dell’ambiente costruito significa migliorare la qualità della vita delle persone.

La consapevolezza è che un edificio ben congegnato sa fare da innesco di bellezza e qualità, e riesce a trascinare l’intorno in una dinamica positiva, soprattutto se l’immobile viene fatto dialogare con lo spazio pubblico.

Il plusvalore per la cittadinanza rappresenta infatti un tema importante nella progettazione condotta da tutto il team di Lombardini22. 

In parallelo, questa dinamica di ascolto e apertura motiva anche una sempre più diffusa e necessaria ibridazione di funzioni, da valutare attentamente nel caso di nuove costruzioni e, soprattutto, nel caso di recupero del patrimonio edilizio. Gli organismi edilizi possono (o devono) essere più flessibili nel seguire esigenze più fluide, in trasformazione continua. L’oggetto architettonico che interpreta al meglio tutto questo è certamente diverso da quello a cui ci siamo stati abituati nel tempo: serve sperimentare, servono committenti lungimiranti che siano pronti a farlo, perché quello che ne può scaturire sarà una sorta di “category killer”.

October 25, 2017
Redazionale
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Meno creatori, più compositori: noi architetti e ingegneri possiamo integrare competenze, armonizzando la nostra melodia con nuove scienze e tecnologie.